giovedì 6 aprile 2017

Recensione: Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) di Virginia Bramati

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia opinione sull'ultimo romanzo di Virginia Bramati, che l'ultima volta è stata sul blog con Meno cinque alla felicità e che sboccia con la sua ultima storia proprio l'8 marzo; quando si dice belle coincidenze.


Titolo: Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) 
Autore: Virginia Bramati
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €14.90
Data di uscita: 8 marzo 2016


Sinossi:
Il nuovo romanzo di Virginia Bramati, che racconta di Agnese, l'adorabile protagonista a cui improvvisamente muore la madre, e che si ritrova a fare i conti con i ritmi lenti della campagna, sullo sfondo di una Brianza sorprendente e rigogliosa, non lontano dal magico borgo di Verate che le sue lettrici hanno imparato ad amare. Agnese è una ragazza esuberante, autonoma, insofferente verso tutto ciò che frena la sua corsa, ma improvvisamente, la vita prende una piega terribilmente dolorosa e si ritrova scaraventata dal centro di una metropoli che non dorme mai, in una grande casa lungo un fiume, immersa nei ritmi immutabili della campagna. Una grande casa in campagna. Una madre morta troppo presto. Un giovane medico dagli occhi buoni e misteriosi. E un'estate in cui tutto sta per cambiare. Pagina dopo pagina, scopriamo insieme ad Agnese la saggezza nascosta nei gesti semplici della cura dei fiori: perché la felicità è più vicina di quanto pensiamo, se solo sappiamo rallentare e guardarla negli occhi.


Recensione:
È sempre molto bello osservare la maturità che vive uno scrittore che hai conosciuto sin dall'esordio. E bello è stato anche con Virginia Bramati che passando da Mondadori a Giunti ha cambiato editore ma anche modo di raccontare, il quale si è fatto più profondo e approfondito per quel che riguarda la psicologia dei personaggi che hanno abbandonato quella patina superficiale che spesso dava loro poco spessore e sono diventati più reali, più umani, più facili da conoscere e da amare. Prima fra tutti la dolce e impaziente Agnese che si vede affrontare la perdita della madre così giovane e, quindi, a vedere il mondo con una diversa prospettiva senza mai lamentarsi e senza diventare un ostacolo per il dolore inconsolabile del padre. Agnese imparerà l'arte della pazienza mentre i fiori di casa inizieranno a sbocciare richiedendo la massima cura e a sbocciare, quell'estate, non sono solo i fiori, ma anche quel semplice e tenero sentimento che si chiama amore, mentre l'esame della maturità è sempre più vicino. Poi c'è Adelchi, un ragazzo "orsacchiotto" tutto versi e poesia, uno di quelli che sembrano aver sbagliato epoca e affascinano sempre i loro interlocutori. C'è la zia di Agnese ancorata ai suoi ideali di alta borghesia e che ancora dà importanza ai titoli come duca e conte, come quello del Conte che sembra proteggere tutto Terzi. E poi c'è lui, Marco, l'uomo che qualunque donna vorrebbe avere al suo fianco ma che rimane distante e impenetrabile.

Si andava dal giallo deciso dei fiori di tarassaco a quello più leggero dei ranuncoli, fino alla sfumatura fluo della colza, vero shock per gli occhi.Poi il bianco delle margherite, tutte le sfumature del rosa dei viali fioriti (dal confetto al fucsia), i colori tenui delle magnolie giapponesi che mostravano la loro leggiadria al di là dei cancelli e muretti. Primule e viole del pensiero nei giardini e sui davanzali. Di nuovo i rosa e i bianchi delle piante da frutto in fiore.E la forsizia, la prima a riempire di sole gli angoli di corti e giardini.

Tutta colpa della mia impazienza è un romanzo che è una boccata d'aria fresca per i lettori che vogliono prendere un bel respiro profondo, ma anche per quelli che come me hanno avuto un'anticipazione della primavera con l'ultimo romanzo di Virginia Bramati. Infatti l'autrice ha questa grandissima e notevole capacità di saper evocare, attraverso le sue descrizioni, la natura che si risveglia. Ed è un attimo che si sente l'erba solleticare le gambe e il fresco degli abiti floreali addosso, un attimo e si sente l'aria piena di pigrizia durante i pomeriggi caldi, l'odore dell'estate nella sua più affascinante manifestazione e, sì, è un attimo e si è lì, nella provincia lombarda che mai abbiamo visto ma che conosciamo come se ci fossimo stati. Questo è il punto forte del romanzo di Virginia Bramati che con la storia di Agnese, la sua crescita personale, un mistero da risolvere e un segreto da svelare, si supera trattando temi delicati senza essere mai pesante, anzi, leggerezza è il suo secondo nome, ma senza essere nemmeno superficiale. Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) è quel libro che tutti noi vorremmo leggere per abbandonare il qui e il adesso per viaggiare con la mente nella maniera più spensierata possibile grazie ad uno stile ed una scrittura che più scorrevoli di così non si può.

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