venerdì 31 marzo 2017

Recensione: Banche: possiamo ancora fidarci? di Federico Rampini

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi mi calo anche nei panni di studentessa di Economia e vi parlo di Banche: possiamo ancora fidarci?, un saggio che mi è piaciuto tantissimo e che so già rileggerò almeno una seconda volta. Non sono nuova alle letture di Federico Rampini, perché avevo già letto e apprezzato poco Banchieri: storie del nuovo banditismo globale. Con il nuovo libro, però, l'economista e giornalista italiano si guadagna la mia fiducia di lettrice e studentessa. Ma noi, come risparmiatori, possiamo ancora fidarci delle banche dopo questi ultimi anni bui? E' quello a cui Federico Rampini cerca di rispondere.


Titolo: Banche: possiamo ancora fidarci?
Autore: Federico Rampini
Editore: Mondadori
Prezzo: €15.00
Data di uscita: 5 aprile 2016


Sinossi:
Il 2015 verrà ricordato per uno shock a cui gli italiani non erano abituati né preparati. Sono fallite delle banche. Piccole, ma non trascurabili. La protezione del risparmio è stata messa in dubbio. Un brivido di paura si è diffuso perfino tra i clienti di altre banche più grosse e più solide, perché nel frattempo entravano in vigore nuove regole, imposte dall'Europa, che comportano maggiori rischi per i risparmiatori. Sono così venute alla luce storie tragiche: cittadini ingannati, titoli insicuri venduti agli sportelli bancari, obbligazioni travolte nei crac. In parallelo, brividi di paura sulla tenuta delle banche si sono manifestati anche in altre parti del mondo: in Cina e persino nell'insospettabile Germania. E a preoccuparci non ci sono solo le banche private, quelle dove abbiamo i conti correnti e i libretti di risparmio. Anche quelle che stanno molto al di sopra, le istituzioni che dovrebbero governare la moneta e l'economia, non offrono certezze. In America, nell'Eurozona o in Giappone, la debolezza dell'economia ha rivelato errori e limiti delle banche centrali. In un'epoca come questa, in cui i redditi da lavoro diventano incerti o precari, il risparmio è ancora più importante che in passato. Ma possiamo fidarci di chi ce lo gestisce?


Recensione:
La crisi economica e finanziaria del 2008 è stata una delle peggiori della storia e ancora oggi, dopo nove anni, ne sentiamo gli effetti. Ha messo in ginocchio le banche più grandi e quelle più piccole ma, soprattutto, ha dato una mazzata ai risparmiatori. Federico Rampini nel suo ultimo libro parla di quelli italiani, i quali dopo il fallimento della Banca Etruria e co sono perennemente in stato d'allerta per i loro soldi e se questi sono gestiti nella maniera più giusta e, soprattutto, con trasparenza. Trasparenza perché mai nel mondo bancario si è assistito a così tante scorrettezze e abusi da parte degli istituiti finanziari, uno delle cause e sintomi della crisi del 2008.
Federico Rampini non parla solo di trasparenza, ma anche di alfabetizzazione della finanza, del tempo che si potrebbe dedicare all'insegnamento dell'abc del risparmiatore e, assurdo a dirlo, nello spiegare allo sportello bancario cosa si offre ai propri clienti e tutto ciò che ne concerne. Infatti, Rampini denuncia in qualche modo le banche che impartiscono ordini ai loro dipendenti di vendere senza che questi siano veramente a conoscenza di ciò che offrono al cittadino: il bancario è egli stesso vittima di un sistema perverso dove lo scopo ultimo è quello di vendere facendo l'interesse della banca, e non quello del risparmiatore.
Rampini, però, non parla solo del risparmiatore ma anche delle piccole medie imprese italiane che ancora dipendono tantissimo dalle banche e dai loro finanziamenti, a differenza di altri paesi - tipicamente quelli angloamericani - dove le aziende hanno imparato a diversificare le loro fonti di capitale.  Rampini, poi, fa la differenza tra Italia e America, sua seconda patria da molti anni, spiegandoci perché il paese da cui è scattato l'effetto domino della crisi è stato anche il primo a riprendersi. L'America non ha eccelso solo in questo, ma anche armandosi di trasparenza senza mettere la testa nella sabbia, annunciando grandi perdite invece di nasconderle.
E, infine, l'economista e giornalista distrugge lo stereotipo tedesco per cui le banche della Merkel siano più forti delle italiane

Banche: possiamo ancora fidarci? è un saggio economico che considero alla portata di tutti, anche di quelli che hanno poca familiarità con il gergo economico, perché l'autore ha la grandissima capacità di spiegare ogni tema in poche parole e in maniera chiarissima. Considero il suo ultimo libro un modo per colmare quella cultura finanziaria di cui lui stesso parla all'inizio e alla fine del libro, per comprendere meglio quello che leggiamo sul giornale senza dare per buono l'informazione che ci arriva solo perché non siamo competenti nella materia. Scritto in maniera davvero scorrevole, senza annoiare e senza troppi giri di parole il saggio di Federico Rampini è perfetto per chiarirsi le idee e imparare, ché non è mai tardi per farlo e, infine, Rampini cerca di rispondere alla domanda che ci siamo fatti tutti prima o poi, a dare un senso a quella diffidenza che proviamo verso le banche, con la conclusione proverbiale che fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

2 commenti:

  1. Non capisco quasi nulla di economia, se non appunto l'ABC, come lo chiama Rampini. Ma l'argomento mi interessa molto! Ho visto diversi film e documentari sulla crisi del 2008 (se non l'hai visto, ti consiglio assolutamente il film della HBO "Too big to fail"), e ho letto lo scorso libro di Rampini che citi. Devo procurarmi assolutamente anche questo! Grazie per la recensione :)

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    Risposte
    1. Grazie mille per il titolo cinematografico che ancora non ho visto! :)
      Lo scorso di Rampini mi è piaciuto di meno rispetto a questo, forse lo trovai non troppo chiaro. Questo invece è cristallino e te lo consiglio di cuore perché ci sono tante di quelle cose interessanti e sconosciute da aprire un mondo, praticamente :)

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