Recensione: La vita va avanti di Vito Ferro

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia opinione su La vita va avanti, una lettura particolare che racconta il confine tra vita e morte raccontato da quest'ultima.


Titolo: La vita va avanti
Autore: Vito Ferro
Editore: Autori Riuniti
Data di uscita: 1 settembre 2016
Prezzo: €14.00

Trama:
Armando Pittella si sveglia di notte in un prato. È confuso, non ricorda nulla, non sa dove si trovi e come sia arrivato lì. Il cielo è limpido, pieno di stelle. Si alza a fatica, si accende una sigaretta e si incammina verso le luci di una costruzione in lontananza. Non sa ancora che una rivelazione sconvolgente cambierà per sempre la sua esistenza. "La vita va avanti" racconta la storia di una inesorabile presa di coscienza, che obbliga il lettore a fare i conti con se stesso e con le sue più intime convinzioni. È un romanzo originale e struggente, una narrazione contemporanea e universale, che parla delle verità più care: la vita, l'amore, la memoria, la speranza.


Recensione:
Un risveglio diverso dagli altri, la confusione che si impossessa della mente, la colpa che si addossa a quegli amici e ai loro scherzi poco divertenti. Il prato come letto, le lapidi come montagne, urla Armando, urla di smetterla con questo scherzo ridicolo. Nessuno lo sente, fino a quando non incontra quelli che apparentemente sembrano delle losche figure. Di losco non hanno niente quegli uomini, ma solo il compito di dire la verità ad Armando. Lui è morto, come loro e come tutti quelli che incontrerà. Armando non ci crede perché sente il cuore battere, sentire gli odori e il suo corpo. Eppure è così, Armando è morto e lentamente non sentirà più nulla, anche quel briciolo di vita che sembrava avere ancora. Lui e tutti quelli presenti ancora nel cimitero sono in un luogo di transizione, aspettando il momento giusto per vedersi sparire e andare da qualche altra parte, forse in paradiso, forse all'inferno, forse da nessuna parte. Alcuni oltrepassano quel luogo di transizione subito arrivati, altri sono lì da anni e ormai sono rassegnati, alcuni lo accettano, altri si disperano per l'eternità nel ricordare la loro vita terrena.
Fino a che la rabbia divenne molle, e sentì un senso di spossatezza. Si sdraiò sul prato, lo sguardo al cielo. Questo è un incubo tremendo, questo vince su tutti gli incubi che ho mai sognato.
Chiudendo gli occhi, si disse, non apprezzerò mai più un risveglio come il prossimo.
Apri gli occhi!
Apri gli occhi, è ora, è ora di svegliarsi, è ora di svegliarsi, è ora della scuola, del lavoro degli impegni.
Ma Armando non ricorda nulla di sé e del periodo precedente alla morte, la nebbia fitta si posa nella sua testa mentre invece ricorda il mondo, la Juventus, il primo presidente nero degli Stati Uniti. Ricorda però Chiara, la sua fidanzata che tanto amava e che potrebbe essere la chiava di tutto. Armando, quindi, con il suo fare carismatico e deciso spinge alcuni suoi amici a ricercare un modo per transitare, un modo per farsi aiutare e superare la barriera che divide i morti dai vivi. Cosa che potrebbe stravolgere gli schemi del mondo, creare il caos, portare alla fine. Perché chi rimane tra i vivi vuole dimenticare i morti, anche se questi sembrano non darsi pace nell'eternità che li aspetta.
Nel mondo di fuori la gente si preparava a mangiare, chi a casa chi fuori, e poi ci sarebbero state tutte le cose meravigliose stupende incredibili che si fanno la sera: parole televisione risate uscire dormire guardare fuori dalla finestra guidare l'automobile stare in silenzio stare così, semplicemente una creatura come tante nella notte che si lascia abitare.
La vita va avanti è un libro ricco di peculiarità, a partire da una scrittura dai periodi lunghi e spesso senza punteggiatura, grazie alla quale io ho sentito una "fretta" nella lettura, l'assenza di virgole e punti e virgole mette il turbo alla storia mentre un senso di inquietudine ha iniziato a pervadermi. Inquietudine che un po' viene ammorbidita dai tratti poetici della narrazione e dalle numerose citazioni e testi musicali. Tuttavia La vita va avanti rimane una storia che turba l'animo del lettore e forse anche quello di chiunque essere umano, perché affronta di petto una tematica che cerchiamo di evitare se non costretti dai fatti della vita. La morte è un argomento che affrontiamo così poco o che liquidiamo così facilmente che il romanzo di Vito Ferro ci fa sentire a disagio, ma non per questo dovremmo accantonare come già facciamo con tutte le conversazioni tristi o scomode, nonostante la vita vada avanti.
Che cosa stanno dicendo le poche vedove chine sulle tombe dei mariti? I fiori sono macchie tremule in tutto quel marmo. Le ore non hanno più la stessa durata.
Non restano che le parole. Prima che anche quelle secchino e diventino tombe, questione di morti.

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