Recensione: L'ultimo battito del cuore di Valentina Cebeni

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione poco positiva dell'esordio di Valentina Cebeni, che ho già avuto il piacere di scoprire in "La ricetta segreta per un sogno". L'ultimo battito del cuore è una storia troppo ricca, secondo me, ma che viene salvata dal talento della scrittrice.


Titolo: L'ultimo battito del cuore
Autore: Valentina Cebeni
Editore: Giunti Editore
Data uscita: 22 giugno 2016
Prezzo: €6,90

Trama:
Nell'incantevole campagna del Kent, Penelope non arriva per caso. Dopo la tragica scomparsa di Adam, il suo unico amore, in un incidente d'auto a cui lei è miracolosamente scampata, si lascia convincere a trascorrere un periodo di tempo nella magnifica tenuta di sua sorella Addison. Ma a casa dei Walker la situazione è tutt'altro che tranquilla. Il matrimonio tra Addison e Ryan, costretto su una sedia a rotelle, peggiora di giorno in giorno, così come l'umore della sorella, sempre più fredda, tagliente e scontrosa. L'unica consolazione per Penelope è prendersi cura del giardino da troppo tempo trascurato. Con l'appoggio di Ryan e l'aiuto di Tristan, il taciturno vivaista del paese, quel rettangolo di terra infestato da erbacce si arricchisce di una grande varietà di piante e fiori colorati. Tuttavia i violenti litigi con Addison, il tormento del ricordo di Adam e una serata fatale trascorsa con Ryan fanno sentire Penelope sempre più sola e in balìa delle onde del destino. L'unica voce a raggiungerla nel profondo è quella di Tristan, il primo uomo dopo Adam ad attrarla misteriosamente... La storia romantica e struggente di una donna in cerca della sua nuova strada.


Recensione:
Penelope, il cui nome indica una moglie virtuosa e fedele, non ha fatto in tempo ad indossare i panni di questo ruolo. Fidanzata con Adam, rinchiusi in una bolla piena di amore e di progetti per il futuro, a causa di un incidente stradale si vede tornare sola in una vita che sente scivolarle via come sabbia dalle mani. Dopo la morte di Adam, Penelope si sente sopraffatta da un fato crudele e dal tempismo imperfetto, si lascia andare a fondo girando per le mura di casa che non fanno che proiettarle ricordi di un passato felice, con la felpa che sprigiona ancora, anche se in maniera sempre più debole, l'odore del suo amore.
La vita, però, non ha di freni e procede senza soste lungo il suo percorso: le bollette si accumulano come gli avvisi della banca, il lavoro non ha più senso, vivere non ha più senso, e le uniche persone che possono dare a Penelope un aiuto nell'affrontare il suo dolore, non ci sono più.

Solo un lontano chiacchiericcio proveniente dalla villa le ricordava la vita che nonostante tutto le camminava accanto, ma a lei bastava il tepore dell'ultimo raggio di sole e scaldarle le guance per dimenticarsene.

Una di queste non è certamente Addison, la sorella acquisita dalla vita apparentemente perfetta come lei stessa è sempre stata. La sorella che si sente in dovere di salvarla e la preleva a forza dalla sua vita, per permetterle di andare avanti e superare il lutto. Ma basta poco a Penelope per rendersi conto, seppur in punta di piedi, che nella vita della sorella nulla è perfetto: non nel marito disabile e capro espiatorio per la moglie, non nel figlio che ha deciso di non parlare più, non in Addison stessa che sembra non provare più alcuna bella, genuina o positiva emozione. Fredda come il ghiaccio, con la lingua tagliente come una lama affilata, pronta ad infierire per qualsiasi cosa, a ferire a qualsiasi costo. Non è perfetto nemmeno quel giardino dietro alla casa, che sembra essere stato abbandonato come il cuore di Penelope. Ed è qui che comincia, una volta con Ryan, una volta con Tristan, quello che è il lento percorso di guarigione di Penelope: con le mani nella fredda terra, tra il delicato profumo dei fiori, in compagnia di un clima e di un cielo traditori che minacciano il lavoro di giornate faticose. Basta una pioggia improvvisa e Penelope deve ricominciare daccapo; esattamente come nella sua vita. Basta uno sguardo di Tristan e le sue dolci attenzioni e la nostra protagonista si vede fare dei passi indietro.

Penelope gli si avvicinò lentamente, nella testa il desiderio di fuggire via.
Via dal passato, da se stessa, da un corpo che non era più il suo. Via dalla donna affamata di calore, arrabbiata e disperata che ogni mattina vedeva riflessa nello specchio.

L'ultimo battito del cuore è una storia dove i legami di parentela non lasciano scampo, il sangue del proprio sangue non si rinnega ma si rinfaccia, dove due sorelle totalmente diverse combattono l'una contro l'altra fino all'esaurimento: Addison frustrata e la cui vita va in pezzi, pian pianino, giudica quella di Penelope che sembra voler fermare il tempo, invece, a quando ancora la sua era integra. Un uomo, Ryan, altrettanto frustrato da trovare conforto in piccoli e grandi sogni che ha paura di realizzare, che trova pace tra le braccia della donna sbagliata. Tristan, con nel petto più di quello che Penelope poteva volere o aspettarsi, ha anche un dolore passato che lo avvicina a Penelope e allo stesso tempo la allontana.

Penelope era diversa, sotto molti aspetti: era determinata, si infuriava quando la pioggia trasformava in fango il lavoro di giorni, ed era curiosa di conoscere tutti i segreti di un giardino florido; smaniava per sapere, ed era questa sua vitalità irrefrenabile di averlo colpito.

Il romanzo di Valentina Cebeni, che ho scoperto con La ricetta segreta di un sogno pochi mesi fa, è stato un esordio che io francamente ho poco apprezzato. Un trama ricca, troppo ricca, dove il background dei personaggi è di una pesantezza inverosimile; è quel tipo di romanzi che io chiamo "americanata", ovvero il dramma, che arriva alle stelle, di ogni singola figura è eccessivo. Questa è una peculiarità che non mi aspettavo dall'autrice dopo aver letto il suo secondo romanzo, ma ne L'ultimo battito del cuore ho invece ritrovato il suo raffinato e aggraziato modo di scrivere, la sua prosa gradevole e le sue descrizioni evocative, tanto da rendere palpabile ogni sua rappresentazione: suoni, profumi e ambienti. Questo, forse, è l'unico motivo per cui non boccio senza esitazioni L'ultimo battito del cuore, l' "americanata".

- Non ha senso pensare  ancora a queste cose - disse scuotendo la testa, mentre il passato svaniva dai ricordi.

Commenti

  1. Questo libro mi ispirava già parecchio, mi dispiace che non ti abbia conquistata. Chissà magari aspetterò qualche super offerta per prenderlo e leggerlo ^^

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    1. Mmmh, purtroppo non è stato come mi aspettavo anche se la Cebeni scrive da Dio :)
      Spero che a te possa piacere, però ^^

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