Recensione: Il paese dell'acqua di Graham Swift

Buon pomeriggio, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione di Il paese dell'acqua, un libro che che mi ha stupito per tantissimi motivi: la narrazione, la storia, i temi trattati, l'idea della Storia, la sua tragicità e il tempo che non ha più uno schema.


Titolo: Il paese dell'acqua
Autore: Graham Swift
Editore: Beat Edizioni
Data di uscita: 9 giugno 2016
Prezzo: €13,90

Trama:
Thomas Crick vive nei Fens, le terre bonificate e "sottratte all'acqua" dell'Inghilterra orientale: "un paesaggio che, tra tutti i paesaggi, è quello che più si avvicina al Nulla", un luogo in cui le azioni degli uomini sembrano costantemente soccombere alle forze elementari della natura. Insegnante di storia che per trentadue anni ha svelato ai suoi allievi i misteri del passato, Crick si trova ora costretto a mettere in discussione "sostanza e scopo" della sua professione e della sua vita. Alla scuola in cui lavora è stato "imposto di fare economie", e davanti ai suoi occhi aleggia lo spettro della "pensione anticipata". Il "vecchio Cricky" decide allora di non insegnare più la Storia con la s maiuscola nelle sue ultime lezioni. Cessa di parlare dello spargimento di sangue che, a Parigi alla fine del Settecento, ha dato il via al mondo moderno, e inizia a narrare del mistero del suo passato e delle sue storie. Storie della vita su un fiume, di un padre che catturava anguille, del cadavere di un annegato trovato nel fiume anni prima. Storie del mondo dei Fens, dove la terra è d'una piattezza così uniforme da spingere gli uomini a pensieri insonni e inquieti. La presente edizione è accompagnata da una postfazione in cui Graham Swift si sofferma su genesi e procedimento del romanzo.


Recensione:
Che cos'è la storia? Perché la studiamo? La storia è dentro di noi, tutti quanti. La storia viene vissuta da tutti noi ogni giorno. Come quella del professore Thomas Crick che, prossimo alla pensione anticipata a cui è costretto, con la scusa del dare un taglio al corso di storia, il professore Crick decide di spiegare ai suoi alunni la sua storia. Non quella del programma, ma quella della memoria, rendendo le sue lezioni un viaggio nel tempo.

Realismo, fatalismo, flemma. Vivere nei Fens vuol dire imparare la realtà a forti dosi. La grande, piatta monotonia della realtà, il vasto spazio vuoto della realtà.

Il romanzo ambientato nel Fens, dove l'acqua straripa dal terreno e dà la vita a ciò che le sta attorno, vede un Thomas crescere senza madre e un padre invece presente ma dimesso, seguendo il suo ordine di non insegnare a leggere e scrivere al fratello Dick, la testa di patata, l'handicappato; un ordine che Tom non comprende, ma che rispetta. Ancora non sa che il padre vuole evitare che il fratello maggiore legga la lettera nascosta nel baule, quella che la madre gli ha lasciato in fin di vita. Anche Mary è cresciuta senza una figura materna e con un padre religioso che è orgoglioso di lei, perché ancora non sa che Mary, con Tom, si incontra al mulino diroccato lontano da tutti, e danno sfogo al loro desiderio di scoprire la sessualità: i cosi e i buchi, così li chiamano, e tra i due quella che più è affascinata da questi è Mary. Un fame che la porta alla consapevolezza di avere un potere, non solo su Tom, ma anche su suoi amici, compreso Dick, il fratello che non riesce a formare una frase compiuta ma che attira la sua attenzione, e lui si scopre essere geloso della relazione che lei ha con Tom. Una gelosia che fa tenerezza ma che allo stesso tempo inquieta, un bambino nel corpo di un ragazzo che parla di amore e di paternità come se fossero il suo desiderio più intimo.

Niente dura a lungo in questo mondo. E ciò che va avanti, torna anche indietro. E' una legge della natura, e una legge, anche, nel cuore umano.

Ma una presunta paternità aleggia nell'aria, ad un certo punto, quando la vivace Mary rimane incinta e si crea confusione su chi sia il padre, e anche quando basta una piccola bugia e, anche da chi non ce lo aspettiamo, una vita viene strappata via e buttata in acqua. Come per purificare i peccati dell'uomo, e la sua anima, il fiume si fa prima addomesticare e poi trascina via i corpi senza rispetto. Ma quando una vita cessa ci esistere, un'altra minaccia di venire al mondo. Poi ci sono dei salti sulla collina, Mary si fa forza nelle gambe e dalla disperazione e salta; sempre vicino a quel mulino c'è un Tom confuso e desideroso di riavere la sua Mary senza più quell'espressione seria e quella luce spenta negli occhi, un Dio che li osserva da un cielo piatto, del sangue che scende per le gambe di Mary. Lo stesso Dio che tornerà nel futuro, quando la mente di lei inizierà a tremare per poi crollare, e le parlerà un'ultima volta per poi tacere per sempre.

Ma Dio non parla più, Mary, non lo sapevi? Ha smesso di parlare molto tempo fa. Non guarda nemmeno più, là dall'alto del cielo.

Il paese dell'acqua racconta la storia da ogni prospettiva, una storia che viene vivisezionata e sviscerata. Il tempo non ha più una direzione ed un confine, e ogni tanto torniamo in quell'aula dove il professore racconta la storia ai suoi studenti. Perché, gli chiedono, perché studiamo la storia. E lui racconta la sua di storia, quella della sua famiglia, quella della famiglia si tutti i personaggi: il passato e il presente diventano una cosa sola e arriviamo al punto finale, quando anni dopo si è persa la traccia di Dick, quando il vaso di Pandora è stato ormai scoperchiato e il temuto e grandissimo segreto è venuto a galla, perché la storia con il tempo erode la segretezza  e le promesse che si fanno, sembra confortare i personaggi quando invece aspetta la sua svolta e di dar loro il colpo di grazia.

Sì, il passato è un ostacolo, tende trabocchetti, impantana, complica tutto e lo rende difficile. Ma ignorarlo è follia, perché, soprattutto, la storia ci insegna a evitare le illusioni, le finzioni, a mettere da parte i sogni, i chiari di luna, le panacee, le mirabolanti imprese, la luna nel pozzo: ci insegna a essere realistici.

Il paese dell'acqua è un romanzo che mi ha stupita, in cui gli intrecci e la miseria umana assumono un fascino quasi ipnotico, tanto da tenere il lettore incollato alle pagine per poter scoprire la storia di ciascun personaggio, la sua famiglia, sfogliare l'album di famiglia di questa nel tempo. Un libro che, nonostante la pesantezza che può trasmettere, per via del modo di scrivere di Graham Swift così british, consiglio perché è uno di quelli che una volta riposti in libreria ricordiamo con nostalgia e, in cui, i personaggi diventano parte di noi.
Un libro tragico, che tratta temi importanti con la dovuta freddezza ma senza gelo, che grida dalla cima della narrativa dove la ricerca del senso di vita e l'affermazione del senso della storia incorniciano al meglio Il paese dell'acqua.

Ma rimaniamo lì distesi in attesa, in quella dorata sera di agosto, come se quello fosse l'ultimo posto rimasto sulla terra. Perché è questo che pensavo, nonostante i campi di frumento, i papaveri e il cielo color fiordaliso: tutto sta arrivando alla fine.

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