Recensione: L'ultimo dipinto di Sara de Vos di Dominic Smith

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia opinione su L'ultimo dipinto di Sara de Vos, la cui trama rimane un sottofondo a quella è l'arte come passione totalizzante. Non sarebbe stato male se la seconda non si fosse presa tutta l'attenzione, però.


Titolo: L'ultimo dipinto di Sara de Vos
Autore: Dominic Smith
Editore: Giunti Editore
Prezzo: € 16.00
Data di uscita: 22 febbraio 2017


Trama:
Amsterdam, 1635: siamo in pieno Secolo d'oro e Sara de Vos è una delle pochissime donne che dipinge in esterno. Da quando la sua bambina è stata portata via dalla peste, c'è un'immagine precisa che la ossessiona: una ragazza a piedi nudi nella neve, al crepuscolo, che sul limitare di un bosco di betulle osserva i pattinatori su un lago ghiacciato. New York, 1957: l'unico dipinto sopravvissuto di Sara de Vos è appeso nella camera da letto di un facoltoso avvocato, Marty de Groot. Appartiene alla sua famiglia da oltre tre secoli. Mentre l'avvocato fronteggia la depressione della moglie dando ricevimenti di beneficenza nel loro lussuoso attico dell'Upper East Side, non sa che in uno spoglio appartamento di Brooklyn una talentuosa studentessa di nome Ellie sta per riprodurne una copia pressoché identica. Un gesto non privo di conseguenze che legherà in modo imprevedibile il suo destino a quello di Marty. Sydney, 2000: Ellie è ormai un'affermata storica dell'arte e sta allestendo una mostra sull'argomento che da sempre le sta più a cuore: le pittrici del Secolo d'oro. Quando si accorge che stanno arrivando due copie dello stesso dipinto di Sara de Vos, il passato la investe con una prepotenza inaspettata rischiando di mandare in frantumi la reputazione e la carriera che Ellie ha costruito con tanta devozione.


Recensione:
Un dipinto, un secreto centenario che collega in maniera sottile e sostanziale più vite, in particolare quelle di Sara de Vos e di Ellie. La prima è stata la prima donna pittrice olandese ad essere ammessa nella Gilda di San Luca del paese, donna mite e di grande forza, cerca di superare il dolore della perdita della figlia e di affrontare anche i conti in rosso che rischiano di far perseguire lei e il marito. Il dolore del lutto, però, si riversa nel dipinto "Al limitare del bosco", ultima opera attribuita alla pittrice. Circa trecento anni dopo, in un appartamento lurido e disordinato, Ellie guarda le foto del quadro che da anni appartiene alla famiglia dei De Groot, commissionata a farne una replica falsa. Per egoismo, per ego, per riscattarsi come donna pittrice, Ellie non pensa alle conseguenze che le sue pennellate provocheranno; non sa neanche che il legittimo proprietario del quadro la rintraccerà e la farà cadere nella sua trappola. Si può vivere in molti modi, ma non con il rimorso. E il rimorso non passa con il tempo e, così, anni dopo Ellie e Marty si incontreranno nuovamente e sarà l'ora per entrambi fare conti con il loro passato.

E' incredibile che i due dipinti siano coesistiti per quasi mezzo secolo, come un pianeta e il suo satellite. Nel corso degli anni sono state scoperte poche altre opere firmate de Vos, una delle quali autenticata proprio da Ellie, ma Al limitare del bosco è sempre rimasto un gioiello della corona.

Il libro di Domenic Smith, frutto di numerosi studi e ricerche, alterna la narrazione in tre spazi temporali senza disorientare il lettore: una volta siamo nella bellissima e colorata Olanda del Seicento con Sara de Vos, donna tormentata che alla fine non si perde mai d'animo; una volta, invece, siamo nella New York degli anni Cinquanta nell'alta borghesia a cui appartiene Marty de Groot e anche nel vecchio appartamento di Ellie mentre è occupata all'abbandono verso l'arte che tanto ama; ed infine, ancora una volta, siamo nella calda Sydney del 2000 con Ellie ormai anziana pronta a prendersi le responsabilità dei suoi errori.

L'ultimo dipinto di Sara de Vos è caratterizzato da una scrittura elegante e dal linguaggio quasi ricercato, e non a caso affermo con certezza che il libro è il risultato di numerosi e approfonditi studi e ricerche, perché mentre le pagine scorrono velocemente si ha come l'impressione che al centro del romanzo non ci sia una storia e la sua trama, bensì l'arte. L'arte nelle sue numerose descrizioni suggestive piene di fascino, le quali sembrano poi pennellate decise e senza esitazioni nella mente del lettore, tuttavia, però, alla lunga anche un'amante dell'arte come me si è sentita annoiata mentre la storia dei personaggi, in secondo piano ormai, risulta essere priva di coinvolgimento da parte del lettore, povera di empatia con quei personaggi che sembrano solo una esile bozza rispetto alle pennellate date dalle descrizioni dei paesaggi e dell'arte in generale, semplici sconosciuti di cui rimane poco con un finale che sfiora la banalità. In conclusione, L'ultimo dipinto di Sara de Vos mi ha sicuramente affascinata dal punto di vista artistico e se mai ci sarà una mostra d'arte sulla pittura olandese non me la perderò, ma il libro è uno di quelli che invece si dimenticano ben presto.

Sente tutto questo intorno a sé, un altro tempo in un'altra città. E' passata una vita, ma è lì che è cominciato tutto, è lì che le lampade sono state accese e le tende tirate. Ellie la falsaria doveva affondare lì le sue radici, ma dove?

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