Recensione: L'animale notturno di Andrea Piva

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia recensione del romanzo esistenziale e in costante "in bilico" di Andrea Piva.


Titolo: L'animale notturno
Autore: Andrea Piva
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €16.00
Data di uscita: 11 gennaio 2017


Trama:
Fare un sacco di soldi, a tutti i costi. Vittorio non ha dubbi: è questo l'unico modo di sfuggire al grigiore della sua vita attuale. Sceneggiatore appassionato e idealista, a soli trent'anni è già riuscito sia a sfondare che a clamorosamente fallire; d'altronde l'avere rotto il naso al regista con cui lavorava con profitto non è certo un bel biglietto da visita per i produttori, e oggi la sua carriera è decisamente in stallo. Nel disperato tentativo di cambiare corso alle cose, in un sussulto di ambizione e follia Vittorio decide di investire tutti i suoi risparmi nell'affitto di un sontuoso appartamento in pieno centro a Roma: perché si sa, per diventare ricchi bisogna innanzitutto cominciare a comportarsi da ricchi. Così, tra donne, alcol, droga e passeggiate con il naso all'insù in una Roma dalla bellezza che stordisce, il bisogno di soldi diventa presto una drammatica urgenza. Ed è proprio quando sta per rassegnarsi una volta per tutte al fallimento economico che Vittorio si imbatte nel senatore, un ricco ultraottantenne ieratico e sapiente con l'ossessione del gioco d'azzardo. Accordandogli un lauto compenso, il senatore si servirà di lui per accedere al mondo dei casinò online, che gli è vietato dalla figlia, preoccupata di vederlo rovinarsi come quando da giovane sperperava fortune in giro per il mondo. Ma soprattutto il senatore inizierà Vittorio, uomo di lettere e non di numeri, ai segreti della statistica e della matematica probabilistica. È il 2006, e il Texas Holdem, una variante spettacolare del nostro poker, sta prendendo piede in tutto il mondo: Vittorio, che ne ha sempre avuto la passione, ha adesso uno strumento formidabile per addomesticare la bestia. O forse per finirle più agevolmente in pasto? Un romanzo anomalo e sorprendente, profondo e leggero a un tempo, ricco di umorismo, di intelligenza, di azione, di stile, di personaggi, di frustrazione, ma anche di speranza e tensione ideale. In una parola, di vita.


Recensione:
In una Roma splendida e al contempo perduta, una Roma de La grande bellezza, una Roma che parla solo nell'oscurità della notte, vaga Vittorio Ferragamo; sceneggiatore calabrese in cerca di una fortuna che non arriva perché quello del cinema è un ambiente in cui sopravvive chi si sa adattare meglio e Vittorio non ne è in grado. Così, fuori dai palcoscenici romani e fattosi terra bruciata attorno, il nostro protagonista vaga come un animale notturno predatore e in cerca di autorealizzazione. Quest'ultima, però, può essere raggiunta solo vivendo al di sopra delle proprie possibilità. anche se questo significa svegliarsi nel cuore della notte col magone pensando al proprio conto in banca perennemente in rosso. Il che vuol dire che vive in un appartamento che non Vittorio non si può permettere, mentre belle donne dal corpo snello e nudo popolano le sue serate all'insegna della bamba, donne a cui sembra che sia stato rubato loro il futuro, donne cieche e uomini ciechi e giovani che non hanno alcuna prospettiva per ciò che verrà.

Se Roma fosse una donna non penserei ad altro che a lei. In tutta evidenza, anche se fosse solo una città. Non penso che a lei. Sono innamorato pazzo.

Di futuro sembra non essercene nemmeno l'ombra quando Vittorio si prende l'impegno di aiutare il vecchio senatore, ex avvocato e professore universitario, a giocare a poker online. Mentre questo con il gioco sembra ringiovanire e tornare ai suoi anni migliori, come se i clic convulsi fossero un siero magico per ritrovare la propria giovinezza, Vittorio si ritroverà ben presto tra il senatore e un amico di quest'ultimo, tra numeri, calcoli della probabilità, valori attesi, e la Teoria dei giochi, Vittorio carpirà quelli che saranno i segreti del poker che lo porteranno alla ribalta, quando il conto corrente bancario sarà ricco di zeri, ma saranno gli stessi che lo porteranno anche alla rovina.

Una cosa surreale e dolce insieme, che a me evoca tutto un groviglio ambiguo di sentimenti di varia natura, con uno spettro che va dalla compassione alla tristezza, passando, non so perché, per una malinconia come romantica.

L'animale notturno di Andrea Piva è un romanzo che si colloca tra autobiografia e fiction, tra fascino e squallore, tra illusione e disincanto e, soprattutto, tra classico e contemporaneo. Con un protagonista che ammicca a molti protagonisti dei più grandi classici della letteratura, con una scrittura che non fa che richiamare atmosfere e sensazioni che alcuni di questi sono in grado di suscitar, L'animale notturno è un romanzo che quindi rimane in un limbo fino alla fine, riprendendosi anche in un certo senso da una prima parte un poco noiosa e apatica, dove si osserva che alla fine nonostante i soldi e la ricchezza l'uomo rimane sempre e comunque insoddisfatto, pensando a ciò che ha perso o che avrebbe voluto ottenere, si osserva un degrado emotivo che produce una leggera malinconia nel lettore. Gli uomini scalpitano, fremono in un romanzo quasi esistenziale e triste.

Sono inquieto, conto le ore, non so perché ma mi sento addosso una forma di strana malinconia.

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