Recensione: Il cuore buio di Pina Varriale

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia opinione su Il cuore buio, che purtroppo non mi è piaciuto. Il motivo è dovuto al carico di temi, pesanti ed importanti, che lo caratterizzano. L'ho trovato, inoltre, decisamente anche non in linea con la fascia d'età a cui è rivolta la storia.


Titolo: Il cuore buio
Autore: Pina Varriale
Editore: Edizioni Cento Autori

Trama:
Dopo la morte del nonno, la diciassettenne Alice decide di restare a Montelupo da sola. Non ha nessuna intenzione di seguire la madre a Milano né di andare a stabilirsi dal padre che ormai vive con un'altra donna. Alice è una ragazza introversa, a scuola non ottiene risultati brillanti e se non fosse per l'aiuto del prof. Giorgio Tancredi, spesso si metterebbe a rischio di essere allontanata. Durante il suo solitario soggiorno, Alice conosce Roby, un ventenne che suona in un pub a Montelupo. Roby alza spesso il gomito, si comporta da ribelle ma esercita una forte fascino sulla ragazza. Alice pensa di esserne innamorata ma non è certa di essere ricambiata. Il prof. Tancredi, con cui la ragazza si confida, non approva quell'amicizia perché pensa che Roby abbia una cattiva influenza su di lei. Roby, infatti, trascina Alice in un grosso guaio. Alla fine la ragazza riuscirà ad uscirne fuori e sarà per lei il momento di seppellire alcuni mostri del suo passato e voltare pagina, guardando al futuro con occhi nuovi.


Recensione:
Alice è un po' come tutte le ragazzine del giorno d'oggi, che si credono grandi e che iniziano a volere la loro indipendenza senza neanche sapere cosa questa significhi per davvero. Alice, infatti, vuole vivere da sola e allontanarsi dalla madre, a cui non sembra perdonare il fatto che lavori troppi, e anche dal padre con cui sembra non avere nessun tipo di legame.
Con la scuola da gestire, e anche male, delle compagne cattivelle a cui tenere testa, e un frigo da riempire, si ritrova a vivere una situazione che non la mette assolutamente a disagio, né le fa venire dubbi sulla sue scelta; pare sia una ragazza di ferro questa Alice. Anche quando rientrando a casa trova sempre un biglietto scritto, con la stessa calligrafia, che la minaccia di morte. Lei semplicemente lo appallottola e non ci pensa più, non sa cosa sia la paura, la titubanza, cosa sia il senno o il buon senso.

Appoggio i gomiti sul tavolo e socchiudo gli occhi, lasciandomi catturare dalla magia di quella musica che vibra con le stesse frequenze del mio cuore.

Ma nonostante tutto Alice rimane una brava ragazza chiusa a riccio che beve la cioccolata calda per scaldarsi, fino a quando non inizia a bere alcolici per avere lo stesse effetto, spinta dalle insistenze di Roberto: il bad boy con i capelli scuri, la musica nelle vene e il piercing al sopracciglio. Senza volerlo Alice si infatua di lui e inizia nella sua mente quella che è una storia d'amore inesistente, complici gli atteggiamenti ambigui di lui.

Mi sono voltata e sono scappata via, con le guance in fiamme e il buio nel cuore.

A notare per primo questo cambiamento in lei è il prof Tancerdi, con cui instaura un rapporto quasi di amicizia, e il quale cerca di far ragionare la nostra protagonista per cambiare compagnia prima che sia troppo tardi. Un rapporto inverosimile, il loro, dove la figura di prof autoritario come giustamente deve essere, viene rimpiazzata da quella di prof amico da chiamare se si ha bisogno di qualcosa.
Il prof, come ultima spiaggia, cerca di coinvolgere la ragazzina a fare volontariato presso una casa di riposo, dove Alice inizierà a mettere insieme i tasselli del suo passato, degli incubi che le fanno mancare il respiro, dove inizierà a diradarsi anche quella nebbia che avvolge l'idea di amore che ha nei confronti del tormentato e impenetrabile Roby, dove pian pianino inizierà a fare un po' di luce nel suo cuore buio.

Tacere diventava ogni giorno più facile, mi pareva di mettere uno sull'altro i mattoni di un muro invisibile che avrebbe nascosto a tutti chi ero davvero.

Il libro di Pina Varriale, che lancia la nuova collana - Storie per crescere - anche se breve, lascia un senso di pesantezza completamente spiacevole. La storia, che nasce da una trama semplice ma funzionante, viene caricata di temi forti che, tutti insieme come sono proposti, non sono adatti per la fascia di lettori - dagli undici anni - per cui è indicata la collana. Incubi, abbandono di minori, divorzio, tradimenti, dipendenze, una vita solitaria e priva di affetti, e altro ancora: è un mix di temi che, oltre a non essere compatibile con i bambini - perché bambini sono - sono tutti buttati lì tra una pagina e l'altra come collante per la storia, come con lo sforzo di renderla il più drammatica possibile. Tutti temi che non possono essere solo citati e non approfonditi, e se approfonditi non possono essere così tanti senza un minimo di coinvolgimento emotivo.
Il cuore buio è un libriccino che si legge in poche ore ma che lascia l'amaro in bocca, misto a un senso di disapprovazione e delusione.

E' finita. Ora che ho ritrovato la voce, non voglio più smettere. Voglio gridare quando ne ho motivo e piangere se ne ho voglia.
Se è vero che il passato non posso cambiarlo, il futuro però dipende ancora da me,

Commenti

  1. Non lo conoscevo questo romanzo. Sembra interessante però :)

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    1. Mmh, mica tanto >.< A me non è piaciuto.

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  2. Ho finito di leggerlo qualche giorno fa e condivido parola per parola la tua recensione. I temi sono tanti, impegnativi ma "buttati lì", non sviluppati, non approfonditi...ho avuto in antipatia la protagonista fin primo momento, non ha buon senso (hai presente la scena della guida notturna? Alice pensa che abbiano investito un ciclista, perché sono loro che viaggiano per stradine di campagna senza faretto...ma lei sta viaggiando alle due di notte, con una nebbia che non si vede niente, come poteva trattarsi di un ciclista?). L'unica cosa positiva è che è breve...
    Chiara

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    1. Sono felice di non essere stata l'unica ad avere simili percezioni.
      Infatti, altrimenti credo che lo avrei portato avanti a fatica >.<

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  3. Ciao Siham sono Laura...concordo con te che potranno essere temi pesanti...ma purtroppo molti ragazzini si trovano a vivere proprio queste situazioni...i genitori di oggi lasciano troppe libertà e ritengono che questi ragazzi siano già diventati grandi ad un'età che invece è delicata e difficile per loro...dici che questo libro non possa dare loro nemmeno un'insegnamento di crescita?..se cosi non è allora non vale davvero la pena leggerlo...bacioni

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    1. Ciao Laura! <3
      E' vero, quello sì, ma proprio per questo motivo secondo me alcuni temi -se non tutti. avrebbero dovuto essere scritti e "rispettati" di più.
      No, secondo me i ragazzi non possono imparare molto da questo libro.

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