Parole sottolineate: Mi sa che fuori è primavera di Concita De Gregorio


Buongiorno, amanti della lettura.
Da molto tempo non vi propongo questa rubrichina a cui tengo particolarmente. Come tengo, o meglio, amo da morire il libro protagonista di oggi; tanto che è finito nella lista dei Quattordici libri che ho amato, che ho abbracciato.
L'ho amato perché è pura poesia, perché nella sua brevità è meravigliosamente straziante, perché spesso le cose effimere sono anche le più intense, perché Concita De Gregorio ha un talento unico. L'ho amato, basta. Potrei dirvi mille perché, senza dirne uno! E' come quando si ama qualcuno ma non si sa di preciso perché e si dice la classica frase "mi fa stare bene", solo per dirne una. Io ci ho provato davvero, nella recensione, a giustificare il mio amore per questo libro, ma l'amore non si giustifica.


Perché gli occhi ci ciascuno sono uno specchio che riflette il dolore dell'altro e si amplifica, il dolore, cresce, alla fine resta solo lui.

Incredibile quanto male riusciamo a fare pesando di agire per il meglio.

C'è bisogno di essere felici, nonna, per tenere testa a questo dolore inconcepibile. C'è bisogno di paura per avere coraggio. E' l'assenza la vera misura della presenza. Il calibro del suo valore e del suo potere.

Il nome delle cose, signora conservatrice, è solo un titolo che noi diamo, per orientarci nei giorni al destino di cui siamo anelli: così che possa sembrarci, ogni cosa, una scelta.

Le parole a volte si ingolfano, altre si consumano. Altre volte ancora arrivano in ritardo e non servono più a dire quel che volevano. Sono meccanismi di precisione, le parole. Nella tua lingua, nella nostra lingua di quando ero bambina, sono incastri e composizioni perfette, esattissime. Ma hanno anche il loro ritmo, è molto importante trovarle a tempo.

Non ero gelosa, no. L'amore si moltiplica, non si divide.

Era molto più grande. Però chi può sapere. Le ragioni che legano gli individui, i bisogni che si incastrano gli uni negli altri, sono alchimie misteriose.

Se dovessi spiegare cos'è un amico, questo direi. Un amico è quella persona con cui anche se è cambiato tutto non è cambiato nulla.

I fatti sono semplici, terribili e noti. Una domenica di gennaio del 2011, l'ultima del mese, tuo marito Mathias.....

Le bambine non hanno sofferto, non le vedrai mai più

Tutto è proprio come deve essere. Non c'è da ostinarsi a spostare i pezzi. Bisogna solo osservarli muovere, vedere dove vanno. Questo siamo: spettatori attivi nel teatro dell'universo. E' uno spettacolo, realmente, la vita.

 comunque bisogna stare attente, sì, ecco, bisogna stare attente e non considerare normale ogni giorno qualche piccola vessazione nuova, qualche minuscola regola incomprensibile ma in fondo tollerabile bisogna stare attente a non arretrare senza accorgersene fino a trovarsi in un posto che non è più il tuo posto ma è troppo tardi, allora.

La storia grande è uno spostamento piccolo nella tua vita. E' la storia piccola della tua vita  e essere grande.

Luis non ha paura del dolore. Né del suo né di quello degli altri. Lo conosce benissimo: lo accoglie con molto amore, come un amico. Lo tratta con confidenza e con rispetto. Gli dà sempre del tu, ma con la lettera maiuscola.

La vita è molto semplice. Per essere felici non ci vuole tanto. Per essere felici non ci vuole quasi niente. Niente, comunque, che non sia già dentro di noi.

Tutti i ricordi sono qui: non è che ritornino, non sono mai andati via. Non si sono mai mossi dall'istante in cui sono arrivati al mondo. Si muovono, certo. A volte ti sorprendono per il momento in cui si manifestano. Non te li aspetti, intendo dire.

Gli attributi di possesso dovrebbero essere vitati per le persone. Quando sento dire "mia moglie", "mio figlio" sono sempre a disagio. Anche Mathias lo faceva. C'è qualcosa di bugiardo e di leggermente violento in quel "mio". Come una impercettibile sopraffazione. Un furto di identità. Nessuno è di nessuno, penso. Tutti, volendo, invece, di ciascuno.

Sono una madre, lo sarò sempre. Senza figli ma madre. Non servono figli per essere madri.

Perché il tempo non esiste. Perché la violenza, l'amore, i desideri e i bisogni, il silenzio e le parole si confondono. Si mescolano. Sempre, quasi sempre. Perché si può vivere senza. Davvero, si può. Vivere con l'assenza, convivere.

Commenti

  1. Sono contenta tu abbia "riaperto" questa rubrica; è sempre interessante e bello leggere frasi di libri, che hanno un qualche significato che ci tocca

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    1. Esatto, ci scavano dentro e trovano qualcosa di noi.

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  2. Concordo! Molto bella questa poesia... È anche i pezzi di frasi riportati :)

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    1. Grazie, Concita De Gregorio ha il dono delle parole emozionanti.

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  3. Questo romanzo è stata la lettura per eccellenza del mio 2015. Anche io ho provato a scriverne la recensione ma è sempre difficile esprimere determinati sentimenti su carta. Sono contenta faccia parte delle letture che anche tu ami! <3

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    1. E' stato uno dei preferiti dell'ano scorso: emozionante e straziante. La recensione è venuta com'è venuta, ma mi rimarrà per sempre nel cuore.

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  4. Questo libro sarà una mia prossima lettura e tutte queste bellissime frasi accrescono la mia voglia di leggerlo ^^

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