Quattordici libri che ho amato, che ho abbracciato.

C'è chi tira una riga sui propositi raggiunti e stila una nuova lista per il 2016, c'è chi fa bilanci e valuta se è in rosso o meno, riguardo alle emozioni, al conto in banca, alla vita.
Poi ci siamo noi, lettori appassionati. Noi che non possiamo vivere senza leggere, noi che viviamo per leggere, noi che leggiamo per vivere. Noi che siamo un po' anche maniaci dei numeri e segniamo i libri che abbiamo letto con accanto un numero, le stelline, un tic, o qualsiasi altra cosa. Ci siamo noi che ci affrettiamo a terminare l'ultima lettura prima delle 23.59 di oggi, perché vogliamo iniziare una nuova lettura proprio col primo giorno dell'anno nuovo; siamo un po' anche ossessivo compulsivi mi sa.
Ripenso all'anno passato e prendo il mio quadernetto dove segno le letture per non dimenticarle mai, anche se la storia era la più dimenticabile di tutte. Questo quadernetto ha una storia tutta sua, una storia che mi fa battere forte il cuore, perché noi lettori appassionati vediamo una storia in tutto.
Inizio a leggere i vari titoli scritti e quando arrivo a qualcuno di questi, qualcuno di questi che mi è entrato nel cuore, sento un calore partirmi dal petto.

Infatti ci sono quei libri che mi sono venuti a cercare e mi hanno sussurrato di alzarmi, di farmi forza.
Marina con Il contrario della solitudine ha avuto un tempismo perfetto! Marina già alle prime pagine mi fa commuovere e quasi piangere, perché non poteva scegliere parole migliori, parole più potenti, parole carezzevoli, parole più giovani, parole dirette a me. Marina mi ha permesso di riacquistare un poco della fiducia in me stessa, mi ha fatto dire che non ero vincolata alle mie stesse scelte, che dovevo diventare più flessibile con me stessa, che ero libera. Libera di scegliere. Mi ha fatto capire che non ero sola, che era comprensibile sentirsi smarriti, ma non ero l'unica. Il contrario della solitudine.

"Siamo così giovani. Siamo così giovani. Abbiamo ventidue anni. Abbiamo un sacco di tempo. A volte c'è questa sensazione che si insinua nella nostra coscienza collettiva mentre siamo da soli nel nostro letto dopo una festa, o mentre riponiamo i libri perché abbiamo deciso di lasciar perdere e uscire: che in qualche modo sia troppo tardi. Che in qualche modo gli altri siano più avanti di noi. Più compiuti, più specializzati. Più sulla strada giusta per salvare il mondo, in qualche modo, per creare o inventare o migliorare. Che ormai sia troppo tardi per iniziare un inizio e che dobbiamo accontentarci della continuità, del dopo laurea.
Ciò che dobbiamo tenere a mente è che possiamo ancora fare qualsiasi cosa. Possiamo cambiare idea. Possiamo ricominciare da capo. Seguire una specialistica o provare a scrivere per la prima volta. L'idea che sia troppo tardi per fare qualcosa è comica. È ridicola. Siamo così giovani. Non possiamo, non dobbiamo perdere questo senso di possibilità perché alla fine è tutto quello che abbiamo."


Marina ma anche Kurt Vonnegut. La prima ha iniziato a farmi stare meglio, il secondo arriva con il suo Quando siete felici, fateci caso, quasi per dirmi di continuare il mio percorso, che così sarei tornata a sorridere. Un gioiellino che vorrei definire come un inno alla vita, alla gioventù, all'ottimismo, al sorriso. Un libriccino che tutti noi dovremmo avere nella mensola alla stessa altezza degli occhi, pronto alla consultazione nei momenti più bui, da usare per avere un po' di luce su quello che si ha ma che non si riesce a vedere, su ciò che non si ha ma che può essere raggiungibile. Tutti noi dovremmo avere una sua copia.


L'anno del 2015 è stato anche l'anno dei libri sulla maternità: quest'amore grande quanto complesso, un amore primordiale che sembra avere una forza che è anche la sua debolezza.
A partire dalla maternità rubata e la genitorialità soppressa. Con pochissime pagine, che non volevo mai più finire, Concita De Gregorio mi ha commossa e mi è entrata dentro come pochissimi autori sanno fare. Un libro che fa riflettere, che strappa il cuore dal petto, che fa emozionare. Mi sa che fuori è primavera parla di perdita ma anche di fioritura. Amo questo libro, lo amo alla follia.


Una perdita che invece non è dovuta alla mano umana è quella di
Anita e di sua madre in Ovunque tu sarai. Un libro delicato, leggero, dove la protagonista perde un punto di riferimento importante nella sua vita e si sente persa. Il futuro la chiama, chiama il presente e dice le sue intenzioni con quel grande "se". La cosa che più ho adorato di questo libro è la dolcezza nelle emozioni negative, come per far sì che noi ne abbiamo paura, come per addomesticarle. La malinconia si veste con eleganza e si impossessa di Anita che, prima o poi prenderà un grande respiro e riprenderà a vivere, con altrettanta eleganza.



La maternità può anche non essere voluta. Può essere in secondo piano rispetto alle proprie esigenze e ai propri sogni, come ne Il vino della solitudine. Un classico che mi ha fatto riscoprire un'autrice dalla scrittura sublime, moderna, attuale, le cui parole in effetti inebriano gli animi dei lettori. Un classico assolutamente da leggere e far proprio con la promessa che presto altre storie della Némirovsky gli faranno compagnia. Il vino della solitudine è bellissimo.



La maternità può essere anche voluta ma incidentale, come quella di Giulia per Mia. Dio mio, Io sono di legno è un libro che definisco meraviglioso. Ancora una volta Giulia Carcasi, con poche pagine, mi fa battere il cuore a mille, mi emoziona fino alle lacrime, mi fa vivere le vite di queste donne straordinarie, di legno, il cui amore reciproco sembra forte ma bisognoso di parole.



Spesso si parla di maternità e si dimentica della paternità, anch'essa fonte di abusi. Ce lo ha insegnato la Rattaro con Niente è come te ma adesso a parlare e, a conquistarmi, è Marco Franzoso con Il bambino indaco. Anche lui come la Giulia Carcasi e la De Gregorio, con poche pagine mi ha rubato il cuore. Quest'uomo impotente che si vede deperire il figlio vittima della dipendenza ideologica della madre, la nonna che scappa in chiesa per nutrire il nipote e questa mamma che perde il controllo più cerca di mantenerlo. Un libro forte che fa riflettere, particolare per la narrazione dall'altra parte della medaglia, indimenticabile.


Poi ci sono quei libri che ogni tanto mi vogliono ricordare le mie origini, o me ne fanno sentire la mancanza e così mi scelgono. Come Rosso Istanbul, grazie al quale ho ricordato i mercati colorati del mio paese anche se non è la Turchia, ho ricordato le spezie che profumano le vie e le luci così medio-orientali. Il regista lo dedica alla madre, parla di una storia vera, la sua, che sfiora quella fittizia di una donna la cui bussola è andata persa e la ritrova proprio in un paese straniero. Vite che si sfiorano, che si ricordano, che si rincontrano, che si dimenticano, che si perdono. Vite.


Miss Jerusalem ha pochi legami con le mie origini, direttamente, ma io ci ho visto comunque molte similitudini con la mia cultura anche se sembra paradossale. Il tutto è, però, da sfondo, seppur rilevante, alla storia delle donne Hermosa che sembrano soggette ad una maledizione che le costringe ad essere maritate a uomini che non le amano. Amori non corrisposti e uomini e donne infelici, dipinti in una tela di guerra dove più etnie sono in contrasto e forse, c'è un modo per spezzare la maledizione invece che arrendersi a questa.



Eppure, alla fin fine, le tradizioni sono importanti e talvolta sono un calvario, una catena a mani e piedi. Lo sa Vanessa Roggeri che torna a raccontarci la Sardegna dell'Ottocento con Nora che, fedele al suo nome, illumina la vita di alcuni personaggi dopo che la sua è stata spenta dalle credenze. Le brucia, il Fiore di fulmine che le segna la pelle, ma la guida a risolvere misteri e segreti che con prepotenza rendono infelici chi le sta attoro. Una scrittura da classici, un'eleganza tipica della Roggeri, assolutamente da consigliare.



E poi c'è l'amore. L'amore imperfetto, l'amore "incasinato", l'amore quotidiano, l'amore in tutte le sue sfumature: tra madre e figlio, tra padre e figlio, tra fratelli, tra amanti, tra nipote e nonno. L'amore giovane, l'amore vecchio, l'amore che da giovane diventa vecchio e si accompagna. L'amore con le promesse fasulle, l'amore de Prometto di sbagliare. Non un romanzo, non una raccolta di racconti, non poesie: pare quasi un nuovo genere letterario, e poco importa. Importa che questo libro è bellissimo e per me anche importante perché ha riavvicinato due anime ormai lontane, ha fatto sfiorare dita che da tempo non si sfioravano, ha fatto battere cuori che non hanno mai smesso di farlo ma che si erano scordati come si fa.


Poi ci sono amori che nascono sulla sabbia, crescono guardando il mare, diventano adulti coi piedi sulla battigia. Diventano adulti. Diventano grandi, come le consapevolezze, come i fatti di cronaca. L'Isola de Le tartarughe tornano sempre mi ha conquistata, con lo stile dell'autore che trovo ipnotico e da una storia attuale che rende tristi e ci fa sentire impotenti e ingiustamente fortunati. Questo libro è uno di quelli che la critica definirebbe "da leggere nelle scuole", e se non l'hanno detto lo dico io ora nel mio piccolo; nel frattempo lo consiglio a chiunque voglia un libro forte, toccante, attuale. No, ho cambiato idea. Lo consiglio a tutti, indistintamente.


Arriva anche il libro più inopportuno in assoluto, che mi sceglie per farmi male. Piccola dea è semplicemente stupendo e mi ha raccontato qualcosa che io stavo perdendo. L'amicizia. Chi ci crede più? Facciamoci poche illusioni, mi dicevo: l'amicizia può finire, anche quella più importante, e quando arriva all'ultima fermata e tu sei lì da solo solo che vedi tutti che abbracciano i loro cari mentre tu ti guardi intorno ti rendi conto che fa male quanto un amore finito, che ti toglie via un pezzo. Ecco cosa mi ha fatto provare Piccola dea, ecco perché lo amo.



Ed infine, ma non meno importante, c'è il libro che parla di vita e di morte, di verità e menzogna, di passato e presente, di amore, di scrittura, di tutto ciò che serve per rendere felici ma anche infelici.
La verità sul caso Harry Quebert è un giallo coi fiocchi, con un colpo di scena che ne precede uno ma ne segue anche un altro. Una storia che mangia il lettore, lo conquista e non lo molla più, capitolo dopo capitolo. Un libro che nei miei viaggi da pendolare è spesso tra molte mani, anche nella mani della ragazza protagonista de Letture in viaggio. Indimenticabile, per tutto questo.


Quattordici libri sono diventati parti di me, in quest'anno. Ognuno con una storia diversa, un personaggio differente; ognuno mi ha donato qualcosa, ogni autore ha lasciato un pezzo della sua anima in ciascuno di questi libri ed è un privilegio entrare in empatia con loro, le loro "vite su carta". Ognuno di questi libri è un libro indimenticabile, un libro consigliabile. Un libro da amare. Un libro che io ho amato, che ho abbracciato.

Commenti

  1. Fidandomi ciecamente di te, me li segno tutti! Quello di Marina l'ho letto e amato anche io e, come ben sai, le tartarughe hanno segnato l'inizio della nostra amicizia, quindi non posso ignorarle <3

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    1. Sì, io e te siamo così simili nel genere e nella lettura. Mi fa un piacere immenso <3

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  2. Quebert e Fiore di Fulmine già letti, gli altri sono tutti in WL.
    Buon anno! :)

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    1. Non perderteli, Cecilia ^^
      Anche a te!

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  3. Questo post è bellissimo *-* Hai raccontato cosa ti ha trasmesso ogni libro con delle bellissime parole! Mi ero già segnata Il contrario della solitudine grazie alla recensione di Adele, ora me ne sono segnata altri <3
    Buon anno!

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    1. Grazie, Jess <3
      Sì, leggilo che secondo me ti piace :)

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  4. Bellissime letture, purtroppo non ho letto nessuno di questi libri >.<

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    1. Nessun problema, c'è ancora quest'anno per leggere tutti i libri che vorrai ^^

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  5. Nel nuovo anno leggerò sicuramente il libro di Marina.Tu lo lasci nel 2015 e io lo prendo nell'anno nuovo..cosi sará legato passato e futuro, io e te. Sono convinta che mi conquisterá questo libro..

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    1. Sì, ti ricordo quando ti mandai la foto di quella parte? Che periodo di merda ahahaha :D Però questo libro è stato la terapia giusta e tu lo adorerai.

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  6. Nella parte iniziale dove hai espresso i tuoi pensieri mi ci ritrovo sai? Che cosa bellissima essere lettori! Complimenti tante letture che ho segnato in wushlist grazie a questo tuo dettagliato resoconto. Buon anno!

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    1. Una cosa che ci lega, ed è bellissimo, come lo è capirci ^^
      Grazie a te per aver speso un po' del tuo tempo qui da me <3

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  7. Un bel bilancio cara Siham! Ti auguro un bellissimo 2016 da lettrice appassionata ^^ Con ancora tante tante letture da ricordare un abbraccio!

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    1. Grazie, Jerry, ti auguro altrettanto <3

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  8. Veramente bello questo post!!
    "la verità sul caso Harry Quebert" l'ho comprato un mese fa e aspetta di essere letto... dopo quello che hai scritto mi ci butterò a copofitto!!

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    1. Grazie, e non perdere altro tempo che ti aspetta :)

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  9. Bellissimo post, ci sono tanti titoli che hai citato e che spero di leggere al più presto!Tanti auguri di buon anno!! ^^

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    1. Grazie, Juliette ^^
      Auguri anche a te e buone letture!

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  10. Descrivere i libri attraverso le emozioni che ci hanno dato è un modo bellissimo di presentarli :)

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    1. E' semplicemente leggere ^^ E alcuni libri meritano più di altri, sono quelli che ci rubano il cuore e ci fanno crescere.
      Un abbraccio!

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