Letture in viaggio: Treni, persone e "La verità sul caso Harry Quebert".

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi do vita a una nuova rubrica, qui sul blog. In cosa consiste?
Essendo io una studentessa universitaria fuori sede, ho la possibilità di viaggiare continuamente e di leggere. Non sono l'unica, però, sul treno o in stazione incontro sempre qualcuno che legge e la cosa mi rende felice. Mi rende felice l'idea che siamo tutti compagni viaggio, che ci siano tante letture in viaggio. Letture in viaggio, si chiama così questa rubrica a cadenza casuale.
Così, dicevo, incontro molte persone che leggono e io amo osservare le persone in generale, farmi un'idea su di loro e capirle. Mi soffermerò a chiacchierare qualche minuto con loro, ma non disturbarle troppo perché c'è pur sempre un libro che li aspetta e le emozioni sono impazienti, non bisogna farle attendere troppo altrimenti fuggono. Io vi racconterò questi incontri fugaci, effimeri, questi incontri che seppur fugaci ed effimeri diverranno indimenticabili.
Buone letture.
_______________________________________________________

Mi sveglio felice, come ogni mattina, con qualche preoccupazione inerente ai miei esami. Sono indietro con lo studio, accidenti, penso mentre aspetto il treno. Il freddo mi accarezza il viso e il venticello fa danzare nell'aria i miei riccioli neri. Il sole tipico autunnale illude di non avvicinarci all'inverno, alla neve bianca da assaggiare, alle luci del Natale, al freddo che toglie il respiro e solleva dei pesi emotivi, al buio a cui ci abituiamo facilmente, alle notti abbracciati a qualcuno che si ama.
Il treno arriva e si ferma, mi avvicino alla prima porta e salgo girando a sinistra. Mi siedo sul primo sedile.
Lei è seduta dall'altro lato, davanti a me. Una ragazza alta, capelli lisci, corti e castani, occhi grandi marroni, viso pulito senza neanche una traccia di trucco, labbra a forma di cuore. Penso abbia la mia età e probabilmente è una studentessa universitaria. Un gioco che fanno molte persone, quello di osservare le altre e immaginare le loro vite. Immaginare come sia, cosa faccia nella vita, se c'è qualcuno che li aspetta a casa, a cosa pensano. Se sono felici...
- Scusami.- Le dico mentre mi arriccio i capelli con le dita. -Ti posso chiedere una cosa?- continuo. Ha la faccia di una che studia Lettere moderne. Dalle facce si possono dedurre molte cose, sempre sbagliate.
-Certo, dimmi.- Oh cielo, chi me l'ha fatto fare. No, davvero, chi me l'ha fatto fare. Diciamo che la maggior parte dei problemi me li creo io stessa, e oggi il problema sarà qualcuno che mi manda a quel paese. Però se non avessi parlato sarei rimasta lì a pensarci e non avrei mai fatto nulla, ora che ho parlato non posso tirarmi indietro. Sostanzialmente, se parlo sarò strana, ma se parlo e poi me ne esco con "oh, no, niente" sono ancora più strana. Opterei per la prima opzione. Delle volte essere impulsivi è la scelta migliore da fare, buttarsi e tutto il resto viene da sé. E' anche il modo più vigliacco per dire successivamente che sì, abbiamo agito d'impulso, che non ci pentiamo proprio per quello.
-Mi posso avvicinare?- le chiedo mentre mi alzo. Lei annuisce e io mi siedo davanti a lei.
-Dunque ecco, ti sembrerà una cosa molto strana e scusami se sembro scema.- Mi guarda con gli occhi freddi e distanti, come a dire che sì, sono scema e forse anche una squilibrata. E io sono veramente scema a dirle che sembro scema, perché magari non l'ha pensato e ora lo pensa. Volevo solo sciogliere la tensione ma ora l'ho detto e il pensiero diventa parola, e la parola diventa intenzione e l'intenzione diventa realtà. Sono scema.
-Ho un blog di libri e di letteratura dove scrivo recensioni e curo alcune rubriche. Ultimamente pensavo ad una nuova e, siccome io viaggio molto in treno, pensavo di avvicinarmi a chi legge e parlare con lui o lei del libro che appunto sta leggendo.- I suoi occhi grandi si spogliano di quella freddezza ed è come se prendessero il loro colore naturale, si accendono, e mi chiedo se questa luce non sia la fiducia che le persone hanno nelle altre persone. Mi chiedo se abbiamo tutti questo sguardo quando incontriamo uomini e donne in stazione, alle poste, dal medico, al supermercato. Mi chiedo se veramente abbiamo preso le distanze da chiunque con la paura che gli altri ci facciano male.
-Ho visto che stai leggendo un libro e, ti va di essere la prima?- Mi sorride e sento ancora una volta che la distanza si accorcia sempre di più e che lei si sente più a suo agio. Anche io, come lei, penso che il peggio sia passato. -Va bene.- mi dice.
Prendo il telefono dalla tasca e le sorrido. "Io ho paura come te, delle persone." penso.
-Vedo che leggi La verità sul caso Harry Quebert, l'ho finito recentemente. E' stupendo.-
-Davvero? Ah, buono a sapersi.- Mi risponde mentre io mi preparo a trascrivere quello che mi dirà.
-Come lo hai conosciuto e cosa ti ha spinto a comprarlo e leggerlo?- le chiedo lanciando un'occhiata a quel libro che mi ammicca, come a dire che regalerà le stesse emozioni anche lei, di non preoccuparmi, è una promessa. Le promesse si mantengono sempre, i libri non mentono mai. I libri mantengono le promesse. I libri non deludono. Le persone non sono libri.
-Stavo facendo un ordine su internet per comprare alcuni libri universitari e ne ho approfittato per comprare anche qualche libro di lettura. Me lo ha consigliato una mia amica e, e niente...- sorride gesticolando. Si dice che l'Italia sia il paese che più comunica coi gesti, è una tradizione, fa parte della cultura e dell'essere italiani, come "Nel blu dipinto di blu", come la Vespa, come la pizza, come la passione, come Roma.
-Sei ancora all'inizio, alle prime pagine, ma come ti sembra ora?- le chiedo e so che è una domanda stupida, che un libro non puoi decidere come sia se sei alle prime pagine, che è peggio del giudicare un libro dalla copertina. Che devi scoprirlo pian pianino, per permettere a lui di scoprirti, che ci si deve conoscere almeno un po' per giudicarsi. Un libro, non è una persona.
-Mi sembra molto interessante, anche se sono ancora all'inizio.- Abbassa lo sguardo e immagino che lei sia come me, una che non riesce a sostenere gli occhi altrui perché non vuole farsi conoscere, vuole essere dimenticabile, non vuole mostrare i suoi occhi per non farsi scappare cosa pensa o cosa prova, non vuole esibire le sue debolezze. Non vuole essere vulnerabile, bersaglio del più forte.
-E' il tuo genere?- le chiedo come ultima domanda, perché è stato tutto così improvvisato che non so che altro chiederle, e mi dà noia la cosa. Ma, ho agito d'impulso, dunque non posso pentirmi, no?
-In realtà io no  leggo molto, quindi non ti so dire quale sia il mio genere e quale no.- Penso mi sorrida, ma non lo so perché continuo a scrivere le sue risposte sul telefono, per non perdermi una virgola. Scrivo e penso che no, non può fare Lettere moderne se non legge molto, che allora secondo me fa Giurisprudenza. Sarà un avvocato, difenderà i più deboli ma anche i più spregevoli, aiuterà le famiglie bisognose, ma le sradicherà anche.
Alzo la testa e le sorrido. -Grazie per aver risposto, ti sarò sembrata una pazzoide all'inizio, magari lo pensi anche ora- e rido.
-No, figurati, penso sia una cosa molto carina!- mi risponde lei.
-Speriamo. Ti posso fare una foto? Non capire male, non la faccio a te, non mostro il viso, ma il libro.- Vorrei evitare una denuncia, se possibile e sorrido all'idea di riceverla.
-Quindi non mi prendi la faccia?- mi chiede gesticolando davanti alla faccia.
-No, assolutamente. Solo il libro. Però non so se la copertina o il libro aperto dove stavi leggendo. Tu che mi consigli?- Le persone vogliono sentirsi partecipi, far parte di qualcosa, aiutare, sentirsi utili in questo mondo che giorno dopo giorno non fa che farci sentire impotenti ed egoisti.
Non saprei, come vuoi tu, magari aperto.- Le persone però hanno anche paura di sbagliare e indirizzare scelte altrui verso l'errore e non vogliono prendersi la responsabilità. Non vogliono accollarsi i sensi di colpa che, si sa, uccidono anima e corpo.
-Sì, dai.- Scatto a foto e penso di essere davvero una pazza.
La ringrazio e torno al mio posto. E' passato tutto, non ti ha mandata a quel paese, penso. Apro la borsa, prendo il mio libro e inizio a leggere. Una volta arrivate a destinazione lei scende alla mia stessa fermata, faccio mente locale delle facoltà del posto e mentre mi sistemo la sciarpa penso: Sì, secondo me sarà un avvocato; La verità sul caso Harry Quebert le piacerà moltissimo.

Commenti

  1. Ciao!
    Che bei ricordi, l'università ed i libri. Come pendolare mi facevo due ore di treno al giorno. Il primo anno, ricordo ancora il treno alle 6:17 di mattina....freddo...buio..treno quasi vuoto...ed io insieme ad un gruppo di amici animavamo il vagone giocando a carte!! Poi, dal secondo anno, causa facoltà ed orari diversi, mi sono ritrovata sola e allora avevo sempre un buon libro a farmi compagnia...e quanto ho letto.
    Bellissima questa nuova rubrica e bello il libro La verità sul caso HArry Quebert

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, esattamente, uno dei più bei ricordi che mi rimarranno dell'università sono i viaggi in treno. Amo leggere in santa pace cullata dal treno.
      Grazie per averla letta e, sì, è un libro bellissimo ^^

      Elimina
  2. Amo giá questa rubrica che non sembra tale ma un bellissimo ed emozionante racconto! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aaah, ma tu sei la mia lettrice di bozze *-* Grazie <3

      Elimina
  3. Un misto fra: un diario, un racconto, un intervista. Mi piace, quindi fatti coraggio quando sei sul treno (o anche in altri luoghi, non limitarti) . Non essere timida e fatti avanti quando vedi qualcuno che legge.
    Buona fotuna :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Puoi dire di me molte cose, ma non timida XD Sono la persona meno timida del mondo, ma anche la più impulsiva.
      A presto.

      Elimina
  4. Fantastica idea, fantastica rubrica, fantastica storia! Mi è piaciuto un sacco tutto! Continua ad agire d'impulso! ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fantastico il tuo commento! Grazie di cuore ^^

      Elimina
  5. Ciao! Questo progetto è fantastico! Spero continuerai a farlo, mi piace come racconti il tutto, molto diretta e anche riflessiva nei punti giusti.
    A presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio moltissimo e spero che anche tu sarai una mia compagna di viaggio ^^

      Elimina
  6. Sei stata molto coraggiosa, io avrei rimandato all'infinito per paura di essere presa per pazza! XD
    LA rubrica sarà sicuramente interessantissima, brava!! *_*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, lo so, ma anche se mi prendono pazza probabilmente non li vedrò più XD Quindi io mi espongo e il resto verrà da sé.
      Grazie, Elena <3

      Elimina
  7. Quanto mi piace questa rubrica, ti ammiro per aver trovato il coraggio di farti avanti :) io sono come hai scritto tu "una che non riesce a sostenere gli occhi altrui perché non vuole farsi conoscere, vuole essere dimenticabile, non vuole mostrare i suoi occhi per non farsi scappare cosa pensa o cosa prova, non vuole esibire le sue debolezze. Non vuole essere vulnerabile, bersaglio del più forte." e quindi non riuscirei a farlo ma sarà comunque bello vivere queste esperienze attraverso le tue parole ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Saretta <3
      Sì, è difficile per me e per molti. Poi se hai gli occhietti come i miei, che urlano quello che provo, la paura è tanta. Ma dobbiamo scacciarla via, affrontarla e mostrare i nostri bei occhietti :)

      Elimina
  8. Che carina questa rubrica!! Anch'io prendo il treno per andare all'uni e leggo molto! Mi piace anche sbirciare le letture altrui e quando incontro un altro lettore sono istintivamente felice ^-^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche tu? Ahahaha :D Pensa che l'altra volta mi sono praticamente sdraiata sul sedile per sapere cosa stava leggendo il signore. Vuoi sapere cosa? D'Annunzio. L'ho scoperto ahaha :) La gioia della lettura.
      Grazie per essere passata <3

      Elimina
  9. Ma dai, è una cosa fantastica!
    Hai avuto un sacco di coraggio, io mi sarei vergognata tantissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che vergogna. è paura, ma basta qualche sorriso e mi sciolgo :)
      Grazie <3

      Elimina
  10. Ma quanto mi piace questa rubrica!!! Originale e interessante! Complimenti ♥ ♥

    RispondiElimina
  11. Oddio che rubrica bellissima che hai ideato *_* mi piace da morire, non vedo l'ora di sapere le altre puntate come saranno <3

    RispondiElimina
  12. Sei stata bravissima Nolwenn!!
    Il coraggio porta sempre i suoi frutti! Continua così! :)

    RispondiElimina
  13. Sei coraggiosissima a fare una cosa così. E tra l'altro ne viene fuori una rubrica che mi viene voglia di aspettare la prossima volta "casuale".
    Bravissima ☺️

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Erica, mi fa tanto felice leggere questo <3

      Elimina

Posta un commento

Post più popolari