Recensione: Ti ho lasciato un messaggio sul frigo di Alice Kuipers

Buongiorno amici lettori ^-^
Cosa ne pensate dei libri che hanno come tema il cancro? Questi, nell'ultimo anno, sono il nuovo fenomeno vampiresco.
Ora vi lascio alla recensione di un libro molto breve e con una peculiarità.


Titolo: Ti ho lasciato un messaggio sul frigo
Autore: Alice Kuipers
Editore: Mondadori

Trama:
II rapporto tra una madre indaffarata e la figlia quindicenne raccontato attraverso i post-it che le due si scambiano ogni giorno nel corso di un anno. La madre è una donna divorziata che lavora come ostetrica e fa orari impossibili, di conseguenza non vede molto la figlia che attraversa la tipica crisi dell'età adolescenziale, mostra insofferenza e segni di ribellione. Man mano che il lettore legge i messaggi lasciati sul frigorifero scopre che la madre si ammala di cancro al seno e la ragazza deve di colpo fare i conti con questa tragica realtà. Naturalmente la sua vita cambierà per sempre.


Recensione:
Ho preso tra le mani Ti ho lasciato un messaggio sul frigo spinta dalla curiosità di sapere come si può narrare una storia tramite post-it. Ho letto libri sotto forma di lettere, email, bigliettini, ma mai post-it.
Claire e sua madre non parlano, non comunicano, se non con quei tanti post-it attaccati al frigo da quell'onnipresente coccinella. La madre (di cui non sappiamo il nome) dalla trama sembra la tipica madre che mette il lavoro in primo piano e insensibile ai bisogni della figlia. Invece non è così, la mamma nonostante il suo lavoro cerca di esserci per la figlia, di avvicinarsi a lei, e così le propone di uscire insieme, di guardare un film, di parlare e passano giorni prima che si possano vedere. All'inizio, dagli atteggiamenti della figlia, mi sono chiesta: ma ha quindici anni o diciannove!? Insomma, 'sta figlia entra ed esce di casa quando vuole, dorme dalle amiche quando le pare e scappa continuamente da suo padre ignorando le richieste della madre di passare del tempo insieme, ignorando addirittura quel "dobbiamo parlare di una cosa" che si fa sempre più insistente.

Dall'altra parte, però, Claire è stata educata così proprio dalla madre, che la vuole indipendente, che pur di far avere alla figlia una vita normale senza preoccupazioni, nasconde le sue di preoccupazioni, le fa prendere sottogamba la diagnosi; una diagnosi che cambia comunque le vite delle due protagoniste, che la madre lo voglia o no. Avrei voluto che la madre si mettesse a sedere con la figlia e le spiegasse per filo e per segno cosa avrebbe comportato quella nuova e inaspettata piega della loro vita, senza spaventarla, perché in fondo lei è un medico. e saprebbe trattare l'argomento senza mandarla nel panico. Invece ha lasciato passare i giorni dicendo alla figlia che faceva dei semplici controlli, per proteggerla, per non sconvolgerle la vita. Ma quando ormai la situazione si evolve e non c'è più nulla da nascondere Claire sarà nella sua stanza, a cercare in rete la parola "cancro", che è il peggior modo secondo me. Ecco perché avrei voluto che la madre fosse trasparente sin dall'inizio.

Man a mano che la storia si sviluppa Claire si avvicina alla madre e si allontana sempre di più da quella spensieratezza tipica dei quindici anni che la madre non voleva che perdesse. Le due passano più tempo insieme, Claire matura sempre di più, e i ruoli si invertono. Claire si prende cura della madre e quest'ultima sembra la figlia da accudire. Questa, se ci pensiamo bene, è una cosa che capiterà a tutti noi, quando il tempo passerà e i nostri genitori invecchieranno: il bambino diventa adulto, e il genitore diventa bambino.

La madre nelle ultime pagine del libro si lascia andare al suo dolore e rimpiange tutte le cose che avrebbe voluto fare ma che ha sempre rimandato, ricordandoci per l'ennesima volta che la vita è breve, imprevedibile e di vivere ogni giorno con la consapevolezza che la morte esiste, e come la malattia, non capita solo agli altri.

Ti ho lasciato un messaggio sul frigo è un libro da leggere in un'oretta che però non mi ha suscitato grandi emozioni. Penso che la causa stia nella tecnica dei post-it, più adatta per una storia che coinvolge temi meno impegnativi, ad esempio di una storia d'amore e di una convivenza che finiscono. Il tema del cancro è un tema che deve essere approfondito e i post-it lo rendono freddo e sbrigativo.
All'inizio avevo paura di leggere questa storia, come ogni volta che prendo tra le mani un libro che parla di questa malattia. Il cancro è un argomento molto delicato per me. Una delle mie zie preferite e mio cugino non ce l'hanno fatta a vincere contro il brutto male, hanno lottato ma non ce l'hanno fatta. E' successo quando ero piccola e la cosa mi rimase impressa, insieme al dolore e alla paura.
Ma non dobbiamo dimenticare che le cose brutte, come dicevo, ci possono toccare da vicino. Non capitano solo e sempre agli altri.

Cari lettori... Che ne pensate della narrazione tramite post-it?

Commenti

  1. Ciao :)
    Devo dire che il fatto che sia scritto tramite post it non mi entusiasma granchè,anzi.Non penso che lo leggerò!

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    1. Ciao *-*
      Ecco si, in effetti non è una lettura che consiglio :)

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  2. Non ho letto il libro e non mi ispira granché una storia narrata da post-it, ma concordo con te sul fatto che un argomento così delicato non può essere raccontato tramite dei semplici bigliettini appiccicati sul frigorifero. La trovo una storia che ha una bella idea di fondo, forse un po' ripetitiva dopo tante storie di tumori, ma come si svolge e con che mezzi viene raccontata non rende il libro coinvolgente.

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    1. Hai riassunto il mio pensiero ^-^ a dir la verità mi hanno un po' stufata i libri che trattano di tumori.

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