Recensione: Onde di Sabrina Calzia

Buongiorno, cari lettori! Come state?
Io sono un po' giù di morale ultimamente, ma mi sto facendo forza per riprendere nuovamente le redini della mia vita, amputando ogni parte marcia che mi rimane del passato. Nessuno ha detto che è facile, ma se lo fosse... Il risultato sarebbe lo stesso?
E mentre io rifletto vi lascio alla recensione di un un libro di un'autrice emergente: Onde, un libro che ho amato in ogni sua sfaccettatura e che è capitato al momento giusto.
Ringrazio Sabrina Calzia per avermi permesso di leggere il suo libro.


Titolo: Onde
Autore: Sabrina Calzia
Editore: Youcanprint

Trama:
Venti racconti, alcuni molto brevi, narrano venti storie per voce di altrettanti uomini e donne, toccando svariati temi, tutti molto intimi. Dall'inquietudine alla nostalgia per l'infanzia, dal rapporto tra fratelli alle difficoltà nell'affrontare i condizionamenti esterni, siano essi le aspettative dei genitori o i conflitti socio-politici e generazionali. E poi l'amore, la maternità, la solitudine, la malattia, l'indifferenza, l'ingiustizia, l'ipocrisia, la capacità di perdono. Ogni vicenda ha un profumo tutto suo, un proprio colore, un preciso carattere; eppure, anche nelle diversità, da tutti i brani emerge una costante: l'attenzione rivolta a sensazioni e sentimenti, veri protagonisti di ogni storia. Sensazioni e sentimenti che, filtrati dalla memoria, pulsano come onde nel mare dei ricordi. Al ritmo del cuore.


"Una tragedia non è tale, se la senti solo raccontare. Non riesce a spremerti il cuore, a graffiarti l'anima, a galoppare sui tuoi pensieri calpestandoli, spietata, fino a spappolarti come fa il pestelli con l'aglio nel mortaio. Una tragedia non lo fa, se non la vedi da vicino. Se non la ascolti sussurrare, se non ne respiri gli ultimi rantoli rauchi del dolore."

Recensione:
Quando ho iniziato a leggere Onde avevo la sensazione che quei venti racconti mi avrebbero toccato l'anima in modo delicato svegliandomi da quel tepore dove preferisco rifugiarmi, come una vigliacca. Chi mi conosce molto da vicino sa che le mie sensazioni si avverano quasi sempre, anche questa volta.
Sabrina Calzia ha un modo di scrivere che in certi momenti mi sono ritrovata con gli occhi lucidi a chiedermi ancora una volta come potesse fare a suscitare in me così tante emozioni contrastanti, ma che hanno potuto fondersi dentro di me riscaldando il mio cuore.
Questo libro mi ha cullata tra le Onde dei sentimenti dimenticati, dei sentimenti ignorati, dei sentimenti odiati, dei sentimenti sottovalutati e quelli sopravvalutati. Le onde della vita.

In questa raccolta di racconti ci sono stati quelli che mi sono piaciuti tanto, quelli che invece mi sono piaciuti meno, e infine quelli che hanno toccato alcuni tasti delicati in me, i cui personaggi si sono avvicinati al mio "essere una persona" in maniera pericolosa. Come Emma, che mi ha ricordato l'importanza del legame di fratellanza, che mi ha aperto gli occhi e, subito dopo aver terminato il racconto sono andata da mio fratello - con cui non parlavo da una settimana a causa di un futile litigio - e l'ho abbracciato. Solamente un abbraccio. Un abbraccio in cui c'erano tantissime cose che avrei voluto dirgli, ma ho preferito il silenzio. Quel silenzio che Sabrina Calzia dice essere un silenzio rumoroso, un silenzio privo di silenzio, un silenzio in cui io ho sentito lo scrosciare delle onde delle emozioni nelle mie orecchie come se il libro fosse una conchiglia speciale.
"La memoria del cuore, si sa, elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e grazie a tele arteficio riusciamo a tollerare il passato."
Poi c'è Elsa, una ragazza forte che si divide tra la guerra di fuori iniziata con l'attentato di Piazza Fontana, ed una guerra dentro le mura di casa sua con le incertezze sul futuro e le incertezze della vita della sorella.

C'è anche Sandra che, come me, pensava che rinunciare alle piccole cose della sua vita da giovane ragazza, oggi, fosse necessario, assolutamente necessario, per il successo di domani. Che la fatica rende apatici oggi, ma felici domani. E Sandra, come me, si ricrede: demolisce le sue convinzioni e prende le sue decisioni per essere felice ora, oggi, in questo momento e, alla fine Sandra, come me, è cresciuta.
"Quell'insicurezza che in passato, bisbigliando continuamente al mio orecchio, mi ha troppe volte spinto verso un'esasperata, insana ricerca di eccellenza. E che, con quel testardo pretendere, non ha fatto altro che riempire le mie giornate di fatica, sconfitte e delusioni."
Poi c'è Asja, Bianca, Hermes, Erika e tantissimi altri personaggi che ho amato e con cui avrei voluto sedermi a bere un caffè in quel silenzio eloquente.
Sabrina Calzia mi ha fatto assaporare il gusto a me sconosciuto dell'amore materno, il gusto amaro dei sensi di colpa che l'essere umano si crea. L'autrice mi ha fatto toccare con mani tremanti quel denso buio che cola intorno alla perdita delle persone che amiamo, mi ha fatto toccare la forza di vivere e quell'indissolubile attaccamento alla vita. Tutti dobbiamo poter godere delle Onde delle emozioni della vita.

Onde è un libro che consiglio di leggere con il cuore aprendo le sue porte a emozioni delicate e violente allo stesso tempo, violente nella loro realtà.
Ringrazio tantissimo l'autrice per avermi dato questa possibilità e della sua disponibilità. La ringrazio perché mentre leggevo il suo libro mi sono sentita circondata da una sensazione materna, e non mi so ancora spiegare il perché.

"Guardando attentamente, forse, accanto al nero scoprirai il bianco. E poi, scrutando più a fondo, troverai un'inattesa abondanza ai toni di grigio.
Col grigio, metterai a fuoco le immagini, finalmente; e ogni cosa acquisterà la sua vera forma, a te ancora sconosciuta. Allora capirai, e forse ne sarai deluso, che ad imparare su tutto, il bianco il nero e il grigio, c'è sempre solo lei: l'umana imperfezione. Dolcemente adagiata, come polvere. Immobile, eppure mutevole. Inestinguibile."

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